Pio Michele Rolfi, "La magia moderna: l'ipnotismo-spiritismo" (Mondovì, 1901)
Esoterismo monregalese.
Un ritrovamento interessante, del 1900 esatto: "La Magia Moderna, ossia L'ipnotismo-spiritismo", edito a Mondovì. Testo molto citato anche sulla scena esoterica. Padre Pio Michele Rolfi, dell'ordine dei Frati Minori, è autore pubblicato più volte dalla tipografia vescovile di Mondovì tra 1900 e 1912. Altre opere appaiono avere natura più prettamente devozionale; ripubblica quest'opera nel 1905 aggiungendovi anche "i raggi X" (ci mette anche i Raggi N, apparsi nel 1904 e poi subito sconfessati, e la psicoterapia).
Di essi parla già in questa prima edizione, in connessione allo spiritismo: alcuni giovani americani li posseggono incorporati come facoltà naturali, e quindi possono vedere l'interno delle cose (possedendo, in sostanza, il potere di Superman più ambito dai lussuriosi). Il testo era già stato edito nel 1899 dalla tipografia della Porziuncola, in seguito - probabilmente - al pronunciamento dell'Inquisizone del 1899 che, con cautela, dichiarava legittime certe forme di ipnotismo medico proibendo tutte quelle ricreative o speculative. Questa di Mondovì è la seconda edizione (la prima aveva titolo "L'ipnotismo ai nostri giorni"), con una terza nel 1901.
Nel testo si ribadisce che l'ipnotismo è una tecnica che affonda le sue radici nell'uso (diabolico) dei riti antichi, in figure del mito greco-romano ed ebraico, passando per Giuliano l'Apostata, la teurgia pagana di Giuliano Apostata e la stregoneria medioevale, fino a Mesmer e ai "magnetici moderni". Quindi da studiare, ma conc autela.
Il Braid, scozzese, nel 1841 gli dà veste scientifica. Solo nel 1882 Charcot presenta la sua relazione a Parigi. L'Ipnotismo può sollecitare immaginazione e controllare la mente, cosa che lo rende pericolosissimo. Anche Charcot nel 1889 ha rivendicato il monopolio dell'Ipnosi, asserendola dannosa; nel 1899 un parere del sant'Uffizio la consente per ora con molta cautela, a fini medici.
Le altre teorie che presenta sono una tassonomia di casi noti. Più interessante, come dicevo, che alcuni veggenti possono vedere al chiuso, e in teoria è possibile avvenga in modo naturale, poiché esistono i raggi X di Roengten. Ma forse è una “fiaba americana”.
Tratta anche delle stimmate: sono vere quelle antiche, ma poi il fenomeno diviene suggestivo. Già Ignazio di Loyola parla di una giovinetta non pura che ha visioni e stimmate, ed egli le ritiene demoniache. Anche nel 1840 c'è un caso simile, ma non da ritenere diabolico, ma di autoinganno. Del resto stimmatizzati vi sono tra i protestanti e tra gli islamici e non possono essere autentici.
Conclude ribadendo l'invito alla prudenza e al rifiuto se non per ragioni mediche gravi.
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A Mondovì Rolfi pubblica anche un altro testo sapienziale, ovvero, nel 1906, "La ricchezza del Piemonte, ossia il tartufo" (asparagi e immortalità dell'anima, proprio come voleva Achille Campanile).
L'Unione Monregalese parla già di lui nel 1898, primo anno di vita del giornale (come "Risveglio Cattolico") confermandone la presenza in città e seguendole l'attività di predicatore. Un attenzione che continua nel 1899, quando anche la Gazzetta di Mondovì parla di lui, annunciando tra l'altro questo volume a fine anno, a novembre. L'Unione ne dà notizia nel 1900, ad aprile, riportando così anche di una ricca messe di recensioni uscite a Torino, Firenze e Napoli sulla stampa cattolica, insistendo che lo spiritismo è opera della massoneria. Nel 1901 Rolfi interviene con una lettera al giornale a rispondere ai molti elogi e osservazioni giunte; nel 1902 si riporta l'apprezzamento da parte della rivista "antispiritica" di Napoli, "La campana del mattino". Nel 1903 l'autore inizia a promuovere nuove opere, devozionali, ma sempre presentandosi come "l'autore della Magia moderna". Nel 1905, con la quarta edizione, le pagine giungono a 600 e la stampa al ventesimo migliaio: un buon successo di copie, in effetti.
Nel 1906 si parla invece del suo libro sul tartufo sulla stampa locale, e nel 1907 del testo devozionale sul Divin Paracleto. Nel 1908, a soli 57 anni, la morte, che dà adito a una sintesi della sua biografia: monregalese, aveva studiato nel seminario di Mondovì e poi si era recato a Nizza e Torino. Nell'ordine francescano, laureato in filosofia, si era occupato dell'insegnamento ottenendo poi l'avvicinamento a Mondovì per occuparsi dell'anziana madre di 85 anni. Una delle numerose figure a occuparsi, a Mondovì, di cose esoteriche: da tutte le parti della barricata.




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