Emilio Salgari, "Le Meraviglie del Duemila" (1907)
"Le meraviglie del Duemila", composto da Emilio Salgari (1862-1911) nel 1903, ambientato nel 2003, pubblicato nel 1907, è il capolavoro della fantascienza italiana delle origini. Fu di indubbia ispirazione per il Futurismo del 1909, anno in cui Puccini avrebbe dovuto trarne un melodramma. Due anni dopo il suo autore si suicidò, sommerso dai debiti, in un harakiri di stile orientale. Salgari aveva esordito nel 1882 con "I selvaggi della Papuasia", primo di una serie di romanzi avventurosi. Nel 1897 fu insignito del cavalierato dalla Regina Margherita, ma questo non migliorò la sua condizione di povertà, pagato pochissimo dagli editori che si arricchivano coi suoi romanzi. Nel 1900 si trasferì a Torino, vicino al suo editore principale, e alla Biblioteca Nazionale da cui traeva spunto per i suoi romanzi. Nel 1903 la follia della moglie (lo stesso anno di quella di Pirandello...), che dovette internare nel 1910, fu la spinta verso la disperazione che portò al suo suicidio, come già compiuto da suo padre.
Le illustrazioni e la copertina della prima edizione del 1907 sono di Carlo Chiostri, illustratore di Pinocchio nel 1901, e tra i principali di quell'epoca dell'oro. Molte idee del romanzo appaiono riprese, inoltre, dalle figurine de "En l'An 2000", realizzate in Francia nel 1899.
Nel libro, uno scienziato si iberna assieme a un suo giovane, ricco e annoiato amico avendo scoperto il segreto della criogenia. Dopo cento anni si fa scongelare e riemerge nell'anno 2003. Trovo molto interessante il risveglio, in cui come prima novità lo scienziato, posto in un letto, scopre una televisione e rimane affascinato dalle novità della scienza. Al tempo stesso, con una certa amara ironia di Salgari, quella nuovissima tecnologia serve solo a dare notizie di violentissimi scontri tra anarchici e stato. Lo scienziato rimane totalmente acritico, e puramente affascinato dal magnifico "spettacolo".
"Stava per chiamare Brandok, quando udì una voce che pareva umana, sussurrargli agli
orecchi:
"Gravi avvenimenti sono avvenuti ieri nella città di Cadice. Gli anarchici della città
sottomarina di Bressak, impadronitisi della nave Hollendorf, sono sbarcati nella notte,
facendo saltare parecchie case, con bombe. La popolazione è fuggita e gli anarchici hanno
saccheggiata la città. Si chiamano sotto le armi i volontari di Malaga e di Alicante che
verranno trasportati sul luogo dell'invasione con flotte aeree. Si dice che Bressak sia stata
distrutta e che molte famiglie anarchiche siano rimaste annegate".
Il
dottore aveva ascoltato, con uno stupore facile ad indovinarsi, quella voce che
annunziava uno spaventevole disastro, poi aveva sollevato rapidamente il guanciale, poiché
la voce s'era fatta udire più precisamente dietro la sponda del letto, e scorse una specie di
tubo sul cui orlo era scritto: "Abbonamento al World".
"Una meraviglia del Duemila!" esclamò. "I giornali comunicano direttamente le notizie a casa degli abbonati. Che abbiano soppressa la carta e le macchine per stamparla? Ai nostri
tempi queste comodità non si conoscevano ancora. Come è progredito il mondo!"
Stava per chiamare l'amico, che non si decideva ad aprire gli occhi, quando udì uscire dal
tubo un altro fischio, poi la medesima voce che diceva:
"Guardate la scena".
Nel medesimo istante il dottore vide illuminarsi un gran quadro che occupava la parete di
fronte al letto e svolgersi una scena orribile e d'una verità straordinaria.
Degli uomini erano comparsi in mezzo a delle case e correvano all'impazzata, lanciando
delle bombe che scoppiavano con lampi vivissimi.
I muri si sfasciavano, i tetti crollavano; uomini, donne e fanciulli precipitavano nelle vie,
mentre larghe lingue di fuoco si alzavano sopra quegli ammassi di macerie, tingendo tutto
il quadro di rosso.
Gli anarchici continuavano intanto la loro opera di distruzione, e le scene si succedevano
alle scene con vertiginosa rapidità e senza la minima interruzione. Era una specie di
cinematografo, d'una perfezione straordinaria, veramente stupefacente, che riproduceva con
meravigliosa esattezza la terribile strage annunciata poco prima dal giornale.
Per dieci minuti quel rovinio continuò, poi finì con una fuga disordinata di gente, che si
rovesciava verso una spiaggia, mentre il cielo rifletteva la luce degli incendi.
"Straordinario" ripeteva il dottore, quando la parete tornò bianca. "Che progresso ha fatto
il giornalismo in questi cento anni! E chissà quante meraviglie dovremo vedere ancora.
Brandok, hai finito il tuo sonno?"
Naturalmente Salgari non è che azzecchi tutto: ma in generale il quadro delle sue intuizioni (che sono quelle dell'epoca, da lui riassemblate) colgono vari punti. Non siamo divenuti tutti vegetariani, ma il veg si è diffuso più di allora; non ci giungono in casa merci di ogni tipo tramite droni corrieri elettrici in forma di mini-treni, ma comunque i droni-corrieri sono una realtà (aerei, ma anche via terra), anche se prevale ancora lo sfruttamento della manodopera povera umana (che anche in Salgari esiste, e che è costretta a nutrirsi di pillole).
La popolazione è aumentata a dismisura; gli animali da allevamento sono spariti, perché è necessario utilizzare i campi per il grano e cereali, che sfamano più persone; l'agricoltura è elettro-meccanizzata totalmente, come pure gli eserciti.
"Una guerra, al giorno d'oggi, segnerebbe la fine dell'umanità." spiega l'ospite del futuro, poiché le armi che potrebbero avere causerebbero morti contati a milioni (il MegaDeath). Questo ha portato - Salgari è un ottimista - alla fine forzata dei conflitti e a una pace universale.
L'unico problema che pare sussistere è quello degli anarchici (che nel 1900 del resto avevano assassinato re Umberto I), una sorta di cyberpunk del futuro. Più avanti spiega che il grosso nucleo degli anarchici è stato deportato alla Colonia Polare dove vive controllato da forze di polizia. Tra questi anche l'attentatore alla vita dello zar, che aveva tentato una fallita sommossa anarchica in Russia (oggi il paese è un moderno stato capitalista).
La cosa curiosa è che Salgari anticipa anche Bradbury e immagina una sorta di polizia del futuro chiamata eufemisticamente "pompieri" (come i nuovi "Fireman" di Farhenheit 451).
"Ah sì! La distruzione di Cadice da parte degli anarchici. Bazzecole! Ormai questi bricconi irrequieti saranno stati completamente distrutti dai pompieri di Malaga e di Alicante."
"Dai pompieri?"
"Non abbiamo altre truppe al giorno d'oggi, e vi assicuro che sanno mantenere l'ordine in tutte le città e sedare qualunque tumulto. Mettono in batteria alcune pompe e rovesciano sui sediziosi torrenti d'acqua elettrizzata al massimo grado. Ogni goccia fulmina, e l'affare è sbrigato presto."
Si è inoltre scoperta l'esistenza di Marte, con i "martiani". Da un lato c'è fitta comunicazione tra i due mondi, ma la terra medita di invadere Marte per risolvere la crisi di sovrappopolazione.
Gli abitanti del futuro vivono in enormi arcologie da mille famiglie, per liberare terreni da coltivare, mentre luce e riscaldamento provengono a bassissimo costo dal "radium", che si è scoperto come utilizzare.
Ovviamente ci sono auto volanti elettriche, e le enormi fabbriche meccaniche sono quasi del tutto automatizzate.
"Vi ingannate, mio caro signore; gli operai oggidì sono quasi scomparsi. Non vi sono che dei meccanici per dirigere le macchine. L'elettricità ha ucciso il lavoratore."
Anche sul socialismo Salgari ci azzecca abbastanza: è finito dopo alcuni esperimenti nel '900 che si sono rivelati delle dittature, e di cui rimangono alcuni stati folklorici.
"È scomparso dopo una serie di esperimenti che hanno scontentato tutti e contentato nessuno. Era una bella utopia che in pratica non poteva dare alcun risultato, risolvendosi infine in una specie di schiavitù. Così siamo tornati all'antico, e oggidì vi sono poveri e ricchi, padroni e dipendenti come era migliaia d'anni prima, e come è sempre stato dacché il mondo cominciò a popolarsi. Qualche colonia tedesca e russa sussiste nondimeno ancora, composta da vecchi socialisti che coltivano in comune alcune plaghe della Patagonia e della Terra del Fuoco, ma nessuno si occupa di loro, né hanno alcuna importanza, anzi, vanno scomparendo poco a poco."
Si recano quindi a New York dove c'è l'osservatorio che comunica con Marte, basato ovviamente sui Canali di Marte scoperti da Schiaparelli nel 1878 e divulgati nel 1889.
Per quanto riguarda la geopolitica, le etnie minori sono state inglobate dalle altre (presentato come inevitabile e giusto): restano etnie bianca, nera e gialla, con i neri e i gialli in grande aumento di popolazione. Gli Europei sono riusciti a smembrare la Cina, "per fortuna", ma comunque il gran numero di asiatici li rende sul punto di sopravanzare i bianchi nei loro stati, come immigrati. Non quindi una guerra guerreggiata, ma una guerra basata sulle dinamiche demografiche. Il sistema che ha vinto è quello occidentale, ma gli altri si sono inseriti al suo interno e lo stanno scalando.
I tre protagonisti ne parlano amabilmente saettando da un lato all'altro del globo con la rapidità con cui si farebbe una passeggiata in centro, descrivendo anche le macchine meravigliose che permettono quel girovagare. Tuttavia, mi pare di capire tra le righe che Salgari fosse più interessato all'estrapolazione sociologica, che mette nei dialoghi, che ai viaggi meravigliosi, che narra mi pare perché le vuole il suo lettore. La maggior parte dei viaggi sono aerei, ovviamente, ma i viaggi navali sono quasi tutti sottomarini.
Giunti al polo nord si parla della minaccia costituita dai poli, che però non sono a rischio per scioglimento ma all'opposto, per eccessiva crescita del ghiaccio polare che potrebbe poi danneggiare i paesi di clima temperato, staccandosi in blocchi enormi e causando maremoti (sempre, quindi, con uno sciogliemento, ma per eccesso di accumulo).
Il tema ecologico viene anche dall'uso di fonti di energie alternative, oltre a quella atomica: in particolare, Salgari evidenzia l'uso di "mulini elettrici" che catturano la forza delle correnti marine tramutandola in energia.
Si giunge poi in Europa, di cui viene descritta la geopolitica, con un certo nazionalismo italiano (ma abbastanza temperato di realismo): Francia e Inghilterra hanno perso i loro imperi, mentre l'Italia ha riottenuto pacificamente (con la "politica del parecchio" giolittiana?) Trento, Trieste e l'Istria (e anche la Corsica).
Tutte le questioni politiche sono risolte dalla "corte arbitrale dell'Aia che è stata ormai riconosciuta da tutte le nazioni del mondo." La MAD, Mutual Assured Destruction, ha convinto comunque tutti a riunciare a veri piani bellici.
Ci sono anche città sottomarine, una per nazione, usate come colonie penali, dove vengono rinchiusi criminali e asociali. Se si causano dei disordini essi possono essere facilmente annegati. I nostri ne visitano una, ma i manigoldi saccheggiano il carico di alcool della nave e con quello si danno alla follia. In una tempesta la città sottomarina si stacca e va alla deriva, mentre al suo interno si moltiplicano le atrocità (anticipate dalla prima notizia sentita al risveglio...). I due protagonisti si salveranno, ma dopo il salvataggio l'effetto dell'esposizione a campi elettromagnetici troppo intensi (a cui gli uomini del futuro si sono abituati per una sorta di "mitridatismo") li condurranno alla follia totale, in una cupa fine delle loro avventure.
Del resto il mondo futuro, presentato all'inizio, apparentemente, con toni progressisti ed entusiastici, si rivela sempre più tra le righe una distopia spietata, sotto una sorridente crudeltà resa "necessaria" dalla crisi di sovrappopolazione, e il doppio finale negativo (la rivolta della città sottomarina, e la morte dei protagonisti) ha il valore di un disvelamento agli occhi del lettore più ingenuo.
Il Black Mirror torinese di Salgari resta una pietra miliare del genere, ispiratore anche del futurismo che queste tematiche diffuse in tutto il mondo con la sua influenza culturale.




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