Nigro Licò, "Spiritismo" (1908)

 


Un ritrovamento più recente, del 1908, ma legato ai temi esoterici, che sono sempre volumi più rari (andando indietro nella linea del tempo). Un volume divulgativo sullo spiritismo, di enorme moda allora, edito in Catania dall'editrice Battiato (col logo della fiaccola della conoscenza) e venduto dalla catena di librerie Tarantola, a Udine o alla Spezia. La Libreria-Editrice Battiato di Catania ha un catalogo esteso si scienze occulte, incentrato sulle scienze psichiche di moda allora, per una ventina di titoli presentati in quarta di copertina.

Nigro Licò è un prolifico autore di saggi occultistici del periodo di cui ho trovato molti volumi online ma nessun rimando biografico. Suo, in particolare, "Occultismo", per la Hoepli, nel 1905, più volte ristampato. Scrive anche di diritti degli animali, di naturismo, di panpsichismo spiegato al popolo. Si tratta di temi diffusi nella cultura esoterica del tempo: il dottor Giuseppe Gasco, presidente monregalese della teosofia e massone di grado 33 negli stessi anni, si interessa di temi simili. esoterici ed "ecologici" a un tempo (anche se Licò è contrario ai teosofi). Il nome stesso sembra un nome d'arte, dato oltretutto il tema rischioso: "Nigro Licò" come troncamento di "Nigro Licor" "fluido oscuro", quello del fluido psichico che egli indaga (usando apertamente questo termine, quello comune allora).

Il volumetto, intonso, spiega quali fenomeni spiritici si possono verificare, come favorirli, la storia spiritica a partire dagli esperimenti di Hydesville (nome adatto) delle Sorelle Fox, giungendo in Europa nei '50 e studiate dal 1869 da un comitato composto da Huxley e dal chimico Crookes, che l'autore stima in massimo grado (studioso che ha perfezionato la fotografia scientifica). Invece in Spagna, nel 1861, si bruciano ancora i libri di spiritismo, e la Francia è nazione-guida con Kardec, ma anche Roustaing, che ha sviluppato lo spiritismo cristiano e commentato il Vangelo sotto il profilo dello spiritismo. L'astronomo Flammarion ha condotto esperimenti con Eusapia Palladino, scrivendone sul Figaro parigino (dove l'anno dopo debutterà il Futurismo).

Anche l'Italia non perde troppo tempo e negli anni '70 fa prosperare lo spiritismo, con Rossi che scrive una lettera a Terenzio Mamiani su tali fenomeni, esperimenti dell'astronomo saviglianese Schiaparelli a Milano, ed esperimenti di Lombroso (che scrisse a Mondovì, come documentai sull'Unione, il suo saggio sulla Palladino). Anche l'automatic writing, che poi piacerà ai surrealisti, è sperimentato e se ne riporta nella rivista Il Veltro (dalla profezia dantesca) nel 1907. Ma i veri maestri sono i Fachiri d'Oriente, che con il loro annullamento della volontà hanno davvero pieno accesso all'extracorporeo.

Nigro Licò passa poi alla difesa dai detrattori, partendo dal principio di autorità: tra gli altri testimoni, Nigro Licò cita molti scienziati dell'epoca, ma anche Victor Hugo e Napoleone III ("Lo spiritismo esiste. So quel che dico", avrebbe affermato l'Empereur. Probabilmente consultando, inutilmente, il suo avo). Liquida l'ipotesi dei trucchi (anche Lombroso si arrende alla Palladino, dopo aver contrastato il fatto psichico, lo ammette rifiutandone la teoria). L'illusione e l'allucinazione sono altresì ritenute insufficienti, come pure la suggestione e l'autosuggestione (liquidando argomenti al proposito di Kant). Anche la teoria dell'intelligenza collettiva (non si cita Jung, ma è di fatto quella teoria dell'inconscio collettivo, con qualche variazione in altri autori) non basta.

La Forza Psichica produce, per Licò, delle oggettive materializzazioni: il fluido psichico esiste in tutto l'universo e il medium, come ha insegnato Mesmer, lo può catalizzare. Talvolta la catalisi può anche operare nel subcosciente, in questo "dualismo fondamentale" della mente umana, dove si celano questi poteri latenti.

Per ultimo, Licò lascia il tema più spinoso. Le critiche della Chiesa. Che ovviamente non nega lo spiritismo, anzi: ma ne fa l'azione del Diavolo, da Eva che ascolta il Serpente in poi. L'opera fondamentale, in questo, è "La magia moderna" di padre Rolfi, stampato a Mondovì nel 1900 (l'autore cita la seconda edizione, del 1905, ma si avvia con inizio secolo). Tuttavia, pur criticandola, l'autore non nega che gli esperimenti psichici, che per lui si devono condurre (sono scienza come ogni esplorazione) siano potenzialmente pericolosi e non vadano condotti che da menti adeguate, in grado di padroneggiare il loro "doppio fluidico" (che è la linea di tutti gli occultisti "seri", incluso Crowley, che consigliano la "via della mano destra" alla maggioranza degli uomini). Errano anche i Teosofi che vorrebbero ridurre il tutto a qualche esperimento alternativo a una fede già dimostrata, mentre per Licò e gli spiritici c'è ancora molto, molto da esplorare.

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