Danse Macabre tipografica (1499)
Questa immagine non la possiedo, ovviamente; almeno non in originale (il mio pezzo più antico lo anticipa di 6 anni, comunque).
Si tratta della più antica figurazione di una tipografia, e risale al 1499. La tipografia era allora una assoluta novità.
Si tratta della più antica figurazione di una tipografia, e risale al 1499. La tipografia era allora una assoluta novità.
Johann Fust o Faust (1400-1466) aveva da poco finanziato l'invenzione di Gutenberg (1455), portandola poi a Parigi dove favorì la diffusione dell'Arte Nera (le sue Bibbie, perfettamente identiche e a basso costo in centinaia di copie, erano dette prodotte da un demone al suo servizio tramite un patto diabolico: da qui nasce il mito di Johann Faust, ripreso poi da Marlowe e da Goethe, dell'esoterista che cede l'anima a Mefistofele per averne in cambio la conoscenza.
Poi l'Arte era giunta in Italia, presso i monaci di Subiaco (1465) e quindi nei liberi comuni negli anni '70 del secolo (Venezia capofila, nel 1469), tra cui nella mia Mondovì dove appare nel 1472, col primo volume a data certa in Piemonte.
Nel 1499 era ormai un fenomeno di grande rilievo, e a Venezia fioriva la tipografia di Aldo Manuzio, con l'Hypnerotomachia Poliphili e altri capolavori del rinascimento ermetico e non, e finiva così la sua età dell'infanzia, degli incunaboli, non solo per il mero finire del secolo.
Questa incisione è della stamperia di Mathias Huss, proprio del 1499, l'ultimo anno degli incunaboli, una Danse Macabre dove gli scheletri ritornanti costringono a danzare con loro tutti i membri della società (nessuno è immune dal danzare ogni giorno con la morte): il compositore, lo stampatore e il libraio tra questi.
Il titolo completo del volume è:
La grāt danse macabre des hōmes, des fēmes hystoriee, augmentee de beaulx dis en latin. Le debat du corps et de lame. La cōplainte de lame dampnée. Exortation de bien viure, bien mourir. La vie du mauuais antecrist. Les quinze signes. Le iugement. [Con xilografie.] G.L. ([Mathias Huss:] Lyon, le .xviii. iour de feurier, 1499). Biblioteca Scheide, Università di Princeton.
https://graphicarts.princeton.edu/2016/02/17/the-first-picture-of-a-printing-press/
La grāt danse macabre des hōmes, des fēmes hystoriee, augmentee de beaulx dis en latin. Le debat du corps et de lame. La cōplainte de lame dampnée. Exortation de bien viure, bien mourir. La vie du mauuais antecrist. Les quinze signes. Le iugement. [Con xilografie.] G.L. ([Mathias Huss:] Lyon, le .xviii. iour de feurier, 1499). Biblioteca Scheide, Università di Princeton.
https://graphicarts.princeton.edu/2016/02/17/the-first-picture-of-a-printing-press/
Però è significativo che appaia per la prima volta una tipografia in questo modo (la seconda immagine è di un secolo più tarda, del 1568, qui sotto, e ormai rappresenta qualcosa di normale), in quanto il Memento Mori sottolinea qualcosa di peccaminoso e la stampa dei libri, con la sua ricerca di sapienza (sempre proibita e pericolosa, dall'Albero dell'Eden in poi) lo era. Di lì a poco, Martin Lutero avrebbe mostrato il potere devastante della nuova tecnica che, in modi sempre nuovi, non cessa la sua influenza.


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